21 Settembre 2022 – Giornata Internazionale del malato di Alzheimer.

“Diventando più emotivi e meno cognitivi, noi ricorderemo il modo in cui ci parlate, non quello che ci dite. Conosciamo i sentimenti, ma non la trama. Il vostro sorriso, la vostra risata, il vostro tocco sono le cose con cui noi possiamo entrare in relazione. L’empatia è la cura. Amateci per come siamo. Siamo ancora qui, con le nostre emozioni e il nostro spirito, se solo riuscite a trovarci.”
Dal libro “Dancing with dementia” di Christine Bryden, scrittrice inglese che ricevette la diagnosi di demenza a 49 anni.

E’ forse proprio questo che vogliamo ricordare oggi: l’emotività che va oltre la memoria; l’importanza delle sensazioni, delle immagini, dello stesso respiro di una persona che vive, ma che è affetta da questa malattia.

Il morbo – che prende il nome dal neurologo tedesco Alois Alzheimer che all’inizio del 1900 ne descrisse per primo le caratteristiche – è caratterizzato da un processo degenerativo progressivo che distrugge le cellule del cervello, causando un deterioramento irreversibile delle funzioni cognitive (memoria, ragionamento e linguaggio), fino a compromettere l’autonomia e la capacità di compiere le normali attività giornaliere. I principali fattori di rischio sono l’età (nei Paesi industrializzati la prevalenza è circa del 8% negli ultra 65enni e sale a oltre il 20% dopo gli ottanta anni) e il genere (le donne sono un gruppo a maggior rischio per l’insorgenza della demenza di Alzheimer). Esistono poi altri fattori di rischio legati allo stile di vita e pertanto potenzialmente modificabili quali diabete, ipertensione, obesità, inattività fisica, depressione, fumo e basso livello di istruzione.
La malati di Alzheimer rappresenta la causa più comune di demenza nella popolazione anziana dei Paesi sviluppati. Il Rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riporta stime di crescita allarmanti della demenza: 35,6 milioni di casi nel 2010 che raddoppieranno nel 2030 e triplicheranno nel 2050 con 7,7 milioni di nuovi casi all’anno (uno ogni 4 secondi) e il cui impatto economico sui sistemi sanitari sarà di circa 604 miliardi di dollari l’anno, con incremento progressivo. In Italia, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione (di cui circa 600 mila con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari.
Le terapie farmacologiche ad oggi disponibili, invece, non sono ancora risolutive.
Possiamo dunque affermare che tale situazione rappresenti a tutti gli effetti un fattore di emergenza sociale: appare quindi necessario ed urgente definire un insieme di percorsi assistenziali per una gestione integrata della malattia.
IL CROAS Puglia vuole celebrare questa giornata attraverso l’intervento di una collega direttamente operante nel settore della “Demenza”: dott.ssa Lorena Friscina, Assistente Sociale e Coordinatrice presso il Centro diurno per il supporto cognitivo e comportamentale dei oggetti affeti da demenza “Con il cuore nella mente”di Cellino San Marco, gestito da Eridano Cooperativa Sociale ONLUS.
Alcune risorse utili per approfondire l’argomento potrebbero essere reperibili ai seguenti link:
https://www.alzint.org/
https://www.iss.it/le-demenze
https://www.iss.it/le-demenze-piano-nazionale-demenze