La casa è un luogo simbolico. Lo sappiamo bene noi tutti, che di case ne abbiamo viste tante.
Pareti che sanno proteggere, ma alle volte imprigionare.
La casa è il desiderio delle giovani coppie, perché in essa racchiudono la loro speranza di famiglia, ma lo è anche per quelle coppie che la loro vita insieme l’hanno vissuta tutta ed in quelle pareti sentono di essere al sicuro e di essere riconosciuti.
La casa è un qualcosa che ci portiamo dietro o meglio dentro ed è fatta di suoni, odori, ricordi, che ci basta riportare alla mente per essere nuovamente li.
Tuttavia la casa è anche un qualcosa che possiamo lasciare alle nostre spalle, quando essa non ci protegge e ci fa del male. Ed in questo cambiamento noi diventiamo la nostra casa.
Da qualche giorno siamo entrati ufficialmente in quella che abbiamo scelto come casa per il nostro Ordine, un Ordine che a sua volta vuole essere casa per tutti coloro che hanno scelto questa professione per essere cambiamento e favorirlo.
Si inizia da qui a costruire con nuovi mattoni una storia che si spera sia ricca ed avvincente, piena di emozioni, sentimenti e ritorni. Perché alla fine quello che ho capito ascoltando lo scorrere della mia vita, è che il viaggio più importante, quello che ci rende liberi, è quello che ci consente di tornare.
“Casa” e non “Sede”, perché una sede la sento fredda, inanimata, estranea a tutto ciò che in essa accade. Invece una casa nel bene e nel male si riempie di noi.
Nella vecchia casa molti di voi sono cresciuti, alcuni si sono innamorati e diventati adulti. E queste sono cose che non si dimenticano e che nel nostro divenire casa porteremo con noi ovunque andremo.
Con l’augurio di poter non solo fare meglio, ma diventare persone migliori vi abbraccio tutti.