L’Ordine degli Assistenti Sociali di Puglia esprime profonda perplessità e aperto dissenso in merito all’approvazione, da parte della Giunta Regionale (DGR n. 1293 pubblicata il 7 ottobre) delle Linee Guida sull’attivazione dei Centri diurni co-gestiti fra associazioni di familiari e utenti, Asl e Ambiti Sociali, nella quale si esclude del tutto la figura professionale dell’assistente sociale dall’equipe professionale da attivare.

Nel provvedimento si prevede la priorità di “accogliere e favorire la socializzazione e l’inclusione sociale di pazienti in carico al centro di salute mentale stabilizzati clinicamente, che hanno concluso un percorso riabilitativo”, nonché “di supportare e informare e formare i loro familiari”. Ci chiediamo: come possono essere raggiunti questi obiettivi senza l’assistente sociale che, fra tutte le figure professionali dell’ambito socio-sanitario, è quella che più garantisce questi principi?

Non solo. Se la specificità di tali centri diurni è, come indicato, “la forte integrazione con il contesto territoriale di riferimento”, come la si può perseguire senza il nostro supporto? Ricordiamo alle autorità regionali che la nostra figura professionale è il riferimento dei servizi sociali, la nostra professionalità consiste proprio nel lavoro di rete e di supporto, ai singoli e alle famiglie, all’interno di tutti i territori, a livello capillare.

Non è la prima volta che la Regione ci “dimentica”. Sorge il dubbio che escludere la figura dell’assistente sociale da tali servizi nasca da una preclusione nei confronti degli assistenti sociali, che spesso l’utenza aggredisce e la dirigenza sottovaluta, salvo poi invocarla e reclamarla a gran voce quando il carico umano e relazionale del disagio bussa alla porta delle istituzioni.

È per questo che l’Ordine regionale della Puglia, nell’obiettivo di difendere e tutelare la professionalità di tanti colleghi seri e competenti, auspica una revisione delle linee guida approvate dalla Giunta Regionale e si rende disponibile, fin d’ora e nell’esclusivo interesse dell’utenza, a contribuire a tale revisione con il proprio bagaglio di competenze, esperienze e buone prassi.