L’Ordine audito in Regione sul fenomeno della devianza giovanile

Data:
10 Luglio 2026

L’Ordine audito in Regione sul fenomeno della devianza giovanile
Nel pomeriggio di ieri questo Ordine è stato invitato alla seduta congiunta delle commissioni III e IV della Regione Puglia sul tema della violenza minorile e del suo impatto sulla sicurezza urbana.
✅All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle Università, degli Ordini professionali, delle Procure e dei Tribunali per i Minorenni e altri professionisti del settore, insieme ai componenti delle commissioni dell’Ente Regione. L’obiettivo è stato quello di fornire un contributo alla legge – di prossima promulgazione – nella quale confluiranno anche le considerazioni e i suggerimenti raccolti.
La richiesta di audizione è stata presentata da Loredana Capone, consigliera regionale, che ha ritenuto opportuno coinvolgere le istituzioni del territorio in un approfondimento basato sulla conoscenza dei fenomeni sociali in atto e sulla comprensione del disagio minorile.
✔️La presidente della VI Commissione, Annagrazia Angolano, in apertura di seduta ha ribadito che: “Questo è un incontro destinato all’ascolto, per capire come affrontare una ferita aperta nelle nostre comunità. Episodi di violenza sempre più frequenti che non devono essere liquidati come meri problemi di ordine pubblico. Dietro ogni atto di disumanità verso i propri coetanei si nasconde un vuoto profondo, un disagio sociale e psicologico che le istituzioni devono osservare e comprendere per individuare azioni e interventi da mettere in atto”.
▶️Un fenomeno complesso che richiede un approccio integrato in cui la politica, le istituzioni, la scuola, i servizi, il terzo settore e le famiglie sono chiamati a dare risposte in maniera sinergica e strutturata.
️Per l’Ordine hanno preso parte ai lavori il presidente Massimiliano Fiorentino e la consigliera Valentina Spartano referente della II commissione .
️Il presidente Fiorentino ha evidenziato la necessità di porre attenzione alla poverta’ educativa, intesa soprattutto come assenza nella vita di alcuni bambini e adolescenti di un adulto di riferimento in tutte le fasi dello sviluppo evolutivo. Ha, poi, aggiunto come il disagio giovanile, senza interventi mirati, possa degenerare in psicopatologia o devianza. Inoltre, è stata posta attenzione alle fragilità e alle vulnerabilita’ genitoriali, che necessiterebbero di specifiche progettualità, oltre al potenziamento di quelle esistenti.
✳️Dopo aver ribadito la necessità di definire una programmazione strutturata sulla prevenzione lungo tutto il ciclo di vita della persona, sono state, pertanto, avanzate alcune proposte come:
la previsione di équipe dedicate negli enti locali sul tema della prevenzione e del contrasto della devianza minorile;
il potenziamento della rete consultoriale con l’incentivazione dell’offerta attiva;
l’istituzione dello sportello psico-sociale nelle scuole;
l’implementazione di attività finalizzate a colmare gli spazi vuoti di aggregazione giovanile, anche con l’attivazione dell’educativa di strada;
la strutturazione di percorsi di formazione congiunta (scuola-servizi-giustizia- rappresentanti delle famiglie e della consulta provinciale degli studenti);
la promozione di una virtuosa campagna pubblicitaria che possa sensibilizzare le famiglie sul tema del disagio giovanile e possa indirizzare le stesse alla fruizione dei servizi dedicati;
la stesura di protocolli operativi per la definizione di interventi strutturati, che consenta alla rete dei servizi di intervenire precocemente prima che il disagio possa degenerare e produrre i suoi effetti.
Un confronto vivo, partecipato, in cui la politica e i servizi hanno effettuato analisi e avanzato idee e proposte, con la prospettiva che per il futuro si possa incidere in maniera considerevole sulla prevenzione e sul contrasto del fenomeno.

Ultimo aggiornamento

10 Luglio 2026, 09:12