LA FORMAZIONE È CONOSCENZA. IL CROAS PUGLIA PRESENTE IN RAPPRESENTANZA DELLA COMUNITÀ PROFESSIONALE PER IL BENE “COMUNE”. PROMUOVERE LA CULTURA SOCIALE DELLA FORMAZIONE
Nella serata del 9 maggio us, l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia rappresentato dalla Vice Presidente dott.ssa Valentina Farina -su delega- della Presidente dott .ssa Filomena Matera,il Consorzio ATS BR/4, alla guida del dott Antonio Calabrese, c/o l’Aula consiliare del Comune di Torre Santa Susanna alla presenza del Sindaco, Michele Saccomanno , dell’assessore ai Servizi sociali, Lucrezia Morleo , del Procuratore Capo della Repubblica di Brindisi Dott. Antonio De Donno, del  Cap. Gianluca Cipoletta Comandante della compagnia di Francavilla fontana, del Comandante della locale stazione dei carabinieri di Torre Santa Susanna, del Comandante dei Vigili, ha preso parte alla serata conclusiva del corso Base per operatrici di centri antiviolenza, organizzato dall’ Ass. Di Volontariato Fiorediloto   in collaborazione con Asd Accademy e Obiettivo Formazione, patrocinato dall’ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia e dal comune di Torre Santa Susanna.

La violenza è un fenomeno che riguarda l’identità della persona quanto quella dell’ uomo. La ciclicità che interessa i casi rende il tema ancora più “vocato”. Il Servizio Sociale chiamato sul campo a fronteggiare, siamo ancora più introiettati a ciò che si può ancora fare a volte anche nell’assenza più assoluta dei servizi.

Protocolli stabili e tavoli continuativi, non ci può essere accoglienza e integrazione a sistema della rete se non a partire dalle politiche, che nelle programmazioni nazionali sino a scendere nel livello regionale e locale, promuovano una riforma uniforme in campo della formazione e del potenziamento di accompagnamento degli operatori che si occupano di contrasto alla violenza di genere. Anche gli interventi e le azioni necessitano di essere sostenute da misure che siano al passo con l’attuale sistema del quadro della famiglia e del superamento culturale dell’identità. Bisogna evidenziarne l’attualità: partendo dalle differenze di azione a livello regionale.

L’unica risposta possibile essere da regia per evitare la trasmissione transgenerazionale della violenza: figli di genitori violenti possono diventare fautori della medesima violenza.

Pertanto chiediamo una maggiore rapidità negli interventi.

Oggi siamo preoccupati rispetto alle risposte che possono fornire i nostri servizi i quali per una mancanza di sistema a volte registrano difficoltà nei punti di primo accesso nella sostenibilità nel tempo, si pensi al campo della prevenzione piuttosto che le politiche educative, abitative e riabilitative.

La presa in carico non può avvenire in maniera occasionale. Reti multi livello e azioni multidisciplinare che mettano insieme la Scuola, l’ambito  sanitario e il coordinamento con competenza regionale quali parti interessate.

E’ emerso da tutti gli interventi l’importanza di  costruire una rete di antiviolenza sociale che affianchi quella istituzionale per affrontare il tema della violenza di genere  insistendo sull’opera di prevenzione e protezione delle vittime di violenza.