Il 23 marzo si è insediato il nuovo Consiglio Nazionale dell’Ordine. Ma una larga parte dei Consigli regionali (circa la metà) non festeggia. 

La nuova compagine, infatti, è a forte trazione settentrionale: per la prima volta nella storia del CNOAS, le rappresentanze del Sud e del Centro sono praticamente inesistenti. Questo indubbiamente richiederà da parte del nuovo CNOAS (molto più che in passato) una particolare attenzione verso i territori centro-meridionali se non vorrà apparire discriminante ed elitario, ma essere riconosciuto come rappresentativo di tutto il Paese.

Una ulteriore criticità per la nostra rappresentanza è costituita dalla notevole presenza maschile (anche qui!), che risulta incongrua rispetto alla componente quasi completamente femminile della professione. Occorrerà, quindi,  da parte del Nazionale una particolare empatia verso le questioni di discriminazione di genere (che spesso affliggono anche i nostri ambienti di lavoro), se esso vorrà davvero farsi portavoce di tutte noi, donne professioniste, vittime di quel tetto di cristallo che blocca l’affermazione femminile nel nostro Paese.

Ma, probabilmente, è proprio nelle logiche del Nazionale la più evidente differenza con i Regionali. 

Non sarebbe, infatti, possibile per nessun CROAS fingere che non sia un problema la contestazione di ineleggibilità per superati limiti di mandato, avanzata dagli studi legali di alcuni Regionali (compreso il nostro) nei confronti di ben tre colleghi candidati che oggi sono tornati al Nazionale. 

La forte prossimità dei Regionali con i territori, la posizione di trincea e di continua osmosi con i colleghi iscritti, infatti, non consentono alcuna “impermeabilità” e superficialità: i Consiglieri regionali sono molto più osservati (e “bersagliati”) dai propri iscritti, senza essere sostenuti da consulenti super-retribuiti.

È giusto che i nostri iscritti sappiano che, dopo le elezioni è stato richiesto al CNOAS il verbale delle operazioni e dell’esito elettorale. Semplicemente un verbale: un atto pubblico. Che tuttavia non ci è stato fornito. A noi Regionali, elettori del Consiglio Nazionale, non è riconosciuto il diritto di sapere? Di avere contezza di come si è svolto lo spoglio, la conta dei voti, i risultati delle elezioni? Così come le regole sono uguali per tutti e tutti devono rispettarle, anche i candidati sono tutti uguali e hanno uguale diritto di sapere quanti voti hanno ricevuto dai colleghi! 

Non credo di sbagliare nel ritenere che queste chiusure e queste omertà siano inaccettabili e irrispettose verso i nostri principi e i nostri valori etici. 

Certamente il nostro Consiglio, unitamente a diversi altri, continuerà a monitorare questa situazione fino a quando saranno fugate tutte le ombre che ci impediscono di festeggiare. Ombre che danneggiano il bene più prezioso esistente fra colleghi professionisti: la fiducia.

È noto che il potere può ubriacare, frastornare e confondere il ruolo di servizio per la comunità con quello di servizio per sé stessi, ma nella nostra comunità questo non deve accadere: sarebbe una grave sconfitta per una Professione bella e libera, di così alto valore morale e degna del nostro Codice Deontologico.

Dinanzi a questi rischi e problemi vedo solo una via d’uscita: dovranno essere banditi i “cerchi magici”, le chiusure, le cordate, le affermazioni degli amici e degli “amici degli amici”, a scapito del pensiero divergente, che non è e non deve essere mai più considerato come “nemico”, ma come voce istituzionale di tutela dei diritti di tutti, da richiedere e accogliere, come la nostra Professione ci insegna.

Sarà necessario aprire le finestre e le porte del CNOAS, includere tutti. E prima di tutto chi rappresenta quelle categorie della Professione così poco rappresentate nel prossimo Consiglio. Creando gruppi di lavoro reali e sostanziali, non solo formali. Dando la parola ai CROAS più piccoli e periferici, a tutti i territori e non solo ad una parte di essi. E soprattutto dando la parola prima di prendere le decisioni che riguardano i Regionali, non dopo, a risultati conclusi e decisi fra pochi.

Perché sia davvero un giorno di festa per tutti, abbiamo tutti bisogno di gesti, di azioni, di attenzioni concrete e inclusive, di segnali di vicinanza e coerenza con l’impegno di “ascolto e condivisione” proclamato dal nuovo CNOAS (sperando che non restino solo proclami) e con lo spirito dell’”Ubuntu” di questo splendido WSWD.

Auguri di buon lavoro, dunque. E molti auguri, perché il lavoro da fare è davvero notevole.

La Presidente
Patrizia Marzo