Gentile collega,

Le recenti “Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare” (l. 19 ottobre 2015, n. 173), introducono nel nostro ordinamento il principio secondo il quale: «Qualora, durante un prolungato periodo di affidamento, il minore sia dichiarato adottabile […] e qualora […] la famiglia affidataria chieda di poterlo adottare, il tribunale per i minorenni, nel decidere sull’adozione, tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria.» (art. 1).
Si tratta di un orientamento al quale il Giudice Minorile, i Servizi Sociali e l’Avvocatura minorile dovranno ispirare la propria azione, nel difficile equilibrio fra la tutela delle radici (familiari, affettive, relazionali) dei bambini in stato di abbandono ed il diritto ad una famiglia.
Nell’invitarti a segnalare particolari esperienze in materia di affido familiare, che potranno essere oggetto di approfondimento e discussione in un prossimo Seminario/Convegno, ti segnalo il Quaderno L’affidamento consensuale. Alla luce della novella sulla «continuità affettiva» (che si può scaricare cliccando qui), realizzato dall’Ordine con la preziosa collaborazione di due esperti, Il Giudice tutelare Annafrancesca Capone e l’Avvocato minorile Luca Monticchio, ai quali va il nostro ringraziamento.

Il Presidente, Antonio Nappi