Il Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali e tutta la Comunità Professionale della Puglia esprimono profondo cordoglio per la perdita dolorosa e irreparabile dell’On. Stefano Bianco, figura integerrima di uomo politico, studioso del Welfare e amministratore pubblico. 

Stefano Bianco, Assistente sociale, impegnato su molteplici fronti che spaziano dall’istruzione all’informazione, nel dopoguerra è stato fra protagonisti dell’Associazione Nazionale Assistenti Sociali (AssNAS) rivestendo il ruolo di Presidente Nazionale per diversi anni. Ha operato come docente di “Politica Sociale” per alcuni decenni presso la Scuola superiore di Servizio Sociale dell’Amministrazione Provinciale di Bari. È stato animatore dell’Agenzia Giornalistica “Il Corsivo” e socio fondatore dell’APS “Carmela Giordano”. La sua formazione e la sua sensibilità sono ispirazione dei suoi impegni. Stefano Bianco ha sempre interpretato da operatore sociale la propria funzione di uomo politico manifestando tensione e preoccupazione etica per le persone più deboli e fragili.

Il Presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali della Puglia, De Robertis, già allievo di Stefano Bianco, e i numerosissimi assistenti sociali che negli anni lo hanno avuto come docente, lo ricordano commossi e con gratitudine per gli insegnamenti sul modo di approcciare i temi sociali, guardando ai bisogni  delle persone più vulnerabili in termini di tutele e di riconoscimento dei diritti, individuali e collettivi. 

Stefano Bianco ha introdotto nella nostra professione un inedito invito a misurarsi con la Politica cercando in essa l’opportunità per accedere a percorsi e strumenti necessari per realizzare uno Stato sociale basato sui diritti di cittadinanza e sull'equità sociale, ma anche sulla partecipazione attiva ai beni comuni, abbandonando forme dannose di assistenzialismo. 

Fondamentale è stato il contributo che Stefano Bianco ha sostenuto e condiviso in tutte le battaglie sociali che hanno poi portato alla realizzazione del Welfare State italiano, come ad esempio la Riforma sanitaria con l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (legge 833/78) e l'attribuzione ai Comuni delle funzioni e dei compiti nel settore dei servizi sociali (DPR 616/77). 

Una passione politica energica apparentemente nascosta da un carattere pacato e riflessivo. Lo vogliamo ricordare così: intento nel suo poliedrico lavorare per gli altri, senza clamori, con onesta dedizione, senza alcun fine se non quello del desiderio di migliorare la vita di chi avesse bisogno di aiuto.”

Ai familiari l’abbraccio affettuoso di tutti noi, Assistenti Sociali.

Franca Dente A Stefano Bianco

Carissimo amico

In questa ultima fase della tua vita mi permetto di chiamarti così anche se negli anni ti ho sempre e solo considerato “maestro”

Mio maestro perché sei stato tu e tua moglie Anna, insieme al tuo stimato collega Michele Robusto ( tre A.S. DOC) a contribuire nella costruzione della mia identità professionale.

Non certo solo la mia, ma anche quella di molti altri colleghi stimati che hanno seguito i tuoi corsi presso la Scuola Onarmo di Bari e presso la Scuola Superiore di Servizio Sociale. dell’Amministrazione Provinciale di Fg e infine presso la Scuola Superiore di Servizio Sociale Padre Pio di Fg.

Non eri molto facile da comprendere, avevi una visione del mondo di tale ampiezza che spesso ti perdevi in voli pindarici cercando il filo conduttore che portasse a noi alla nostra comunità, al nostro territorio e al concetto di sviluppo, di emancipazione, di democrazia, di partecipazione.

Sei stato testimone e artefice di un Servizio sociale di Comunità promotore di cambiamento; ci hai parlato della riforma agraria nel mezzogiorno, dei Sassi di Matera oggi patrimonio dell’Unesco, di Adriano Olivetti e il suo principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità, di Danilo Dolci   e del suo metodo maieutico ecc. 

Quante volte ti ho chiesto accoratamente, anche a nome della SOSTOSS di Roma, di scrivere e documentare quel periodo e quelle esperienze di cui oggi abbiamo fortemente bisogno per risalire la china di una crisi profonda e di una deriva politica.

Ti sei sempre occupato di politica, facendo e insegnando politica sociale, di quella seria e costruttiva sia in ambito operativo che politico istituzionale.

Non voglio fare l’elenco dei tuoi incarichi oggi, ma voglio ricordare gli insegnamenti che tu hai elargito, la forza motivazionale e la competenza che sei riuscito a darmi nell’esercizio della mia professione. 

Con te e con Michele, con cui ho diviso tanti anni di lavoro, mi sono sentita sempre orgogliosa della professione che ho scelto di esercitare.

Ho imparato subito che “ la nostra fosse una professione che dava un contributo alla liberazione umana (Tremezzo)” che “l’uomo, il territorio, la comunità, la famiglia erano i nostri fondamenti, i punti cardine del nostro operare. “Abbiamo lavorato perché il sociale non fosse una categoria dell’assistenza o un modo nuovo di chiamare le cose di sempre, ma il sociale fosse emancipazione, liberazione e crescita della società” (S.Bianco intervento 60 anni Assnas 2008)

Le nostre vite spesso si sono incrociate e così il nostro legame; in regione quando eri consigliere regionale o percorrendo alcune delle tue tappe: tu Presidente Assnas negli anni 63/65 e 65/69 e io negli anni 2000 durante la costruzione dell’Ordine Professionale, ritrovando i tuoi scritti, per poi ritrovarci  insieme come soci fondatori dell’Aps in ricordo di Carmela Giordano rispondendo al richiamo della nostra stimata amica Giulia Cucumazzo.

Sempre ci siamo sentiti, mai sono mancati i tuoi auguri per il mio onomastico e i miei per il tuo, un legame di affetto forte. Grazie per gli insegnamenti che ci  hai lasciato e per la stima che mi hai riservato. Grazie amico mio fai buon viaggio, non ti dimenticherò.

Conserverò i tuo messaggi su wa..lascerò che il tuo ricordo rimanga con me Maestro.