Povertà educative, inclusione sociale e giustizia di comunità: confronto istituzionale all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Data:
8 Luglio 2026

Povertà educative, inclusione sociale e giustizia di comunità: confronto istituzionale all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Si è svolto il 6 luglio 2026, presso l’Aula Aldo Moro del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, il convegno dal titolo “Povertà educative, inclusione sociale e giustizia di comunità. Strategie territoriali, reti educanti e percorsi di reinserimento sociale”.
 
L’evento è stato promosso dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Puglia e la Basilicata di Bari, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia, e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni della giustizia, del mondo accademico, del terzo settore e degli enti territoriali.
 
L’iniziativa è nata con l’obiettivo di favorire un dialogo strutturato tra istituzioni, università e operatori sociali, promuovendo una lettura integrata delle fragilità sociali e delle strategie di intervento volte a contrastarle.
 
Sotto il profilo istituzionale, il convegno si è posto l’obiettivo di promuovere i principi della giustizia di comunità, attraverso un’attenta analisi delle cause e delle conseguenze della povertà educativa, nonché delle possibili strategie di intervento da realizzare attraverso il coinvolgimento coordinato dei servizi, delle istituzioni e delle realtà del territorio.
Nel corso dell’evento sono intervenuti autorevoli esponenti delle istituzioni, del mondo accademico e del terzo settore.
I saluti istituzionali sono stati affidati al Prof. Vito Ricci Peragine, Prorettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; al Dott. Giuseppe Mongelli, Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Bari/BAT e dell’Area Sud Adriatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Puglia, Molise e Abruzzo); e al Dott. Massimiliano Fiorentino, Presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia.
 
La Dott.ssa Valeria Pirè, Direttore dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Puglia e la Basilicata di Bari, nel porgere il proprio saluto istituzionale, ha sottolineato che l’intento prioritario del convegno è di stabilire percorsi in rete effettivi ed efficaci, non virtuali, affinchè gli accordi e i protocolli abbiano piena attuazione. Ha evidenziato, inoltre, la necessità di costruire modelli di intervento stabili e condivisi, capaci di mettere al centro la persona, valorizzando il contributo delle comunità locali e delle reti educanti nei percorsi di inclusione sociale e di reinserimento delle persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità. Le “povertà educative”, infatti, non afferiscono solo al mondo dei minori, ma, purtroppo, anche a quello degli adulti.
 
Al convegno è intervenuto il presidente, Massimiliano Fiorentino che, partendo dai dati, ha evidenziato quanto sia fondamentale – oggi – investire sulla giustizia di comunità per ridurre il sovraffollamento carcerario e consentire alla società di sanare la frattura del tessuto sociale, allorquando si verifica la violazione delle norme penali da parte del cittadino. Investire in tal senso – ha aggiunto il presidente – vuol dire consentire alla persona, autore di reato, di riflettere sui suoi comportamenti, senza mai dimenticarsi della vittima.
 
Nel corso del convegno, l’Assessore al Welfare del Comune di Bari, Dott. Michelangelo Cavone, portando anche i saluti istituzionali del Sindaco Vito Leccese, ha svolto un’approfondita relazione introduttiva sul tema “Povertà educativa e marginalità sociale: scenari contemporanei”.
Nel suo intervento, l’Assessore, come noto, all’inizio del suo mandato, ha sottolineato la necessità di intervenire tempestivamente sulle cause delle povertà educative sin dalle prime manifestazioni. Ha inoltre richiamato l’intera comunità a un forte senso di responsabilità collettiva, evidenziando come il contrasto alle disuguaglianze educative richieda il coinvolgimento coordinato delle istituzioni, del terzo settore, delle famiglie e del territorio.
 
Particolarmente significativa è stata la partecipazione dei volontari del Progetto di Servizio Civile Universale “IN.T.E.G.R.A. – Iniziative di Trattamento ed Empowerment per Generare Responsabilità e Attivazione”, operativi presso le sedi dell’UIEPE di Bari e di Foggia.
L’esperienza dei volontari è stata introdotta dalla Dott.ssa Francesca Pantuliano, Direttore Aggiunto dell’UIEPE di Bari, che ha illustrato le finalità del progetto e il valore della collaborazione dei giovani operatori. Nel suo intervento ha evidenziato come il Servizio Civile rappresenti una preziosa opportunità di formazione al senso civico e alla partecipazione attiva, contribuendo alla costruzione e alla diffusione dei contenuti propri della giustizia di comunità.
I giovani volontari hanno successivamente portato la propria testimonianza diretta, raccontando l’esperienza maturata presso gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna nelle attività di promozione dei principi della giustizia di comunità.
Di particolare interesse è risultata, inoltre, la presentazione dei risultati di una ricerca realizzata dagli stessi volontari sui soggetti in detenzione domiciliare. L’indagine, condotta attraverso la somministrazione di circa 400 questionari, ha consentito di raccogliere dati significativi su diversi ambiti della realtà individuale e sociale delle persone sottoposte a misure di esecuzione penale esterna, offrendo un importante contributo alla conoscenza di questa peculiare tipologia di utenza e delle sue esigenze.
Di elevato spessore contenutistico sono stati gli interventi dei relatori che hanno animato la seconda parte dei lavori.
 
La dott.ssa Alessandra De Giglio, Magistrato di Sorveglianza, affrontando il tema dell’esecuzione penale nella comunità, ha sottolineato l’esigenza di rendere sempre più efficaci gli interventi trattamentali rivolti alle persone in esecuzione penale esterna, evidenziando come il coinvolgimento attivo della comunità rappresenti un elemento imprescindibile per favorire reali percorsi di responsabilizzazione e inclusione sociale.
 
Il prof. Giuseppe Moro, Professore Ordinario di Sociologia Generale, nel suo intervento dedicato a “L’efficacia degli interventi di contrasto alla povertà educativa”, ha evidenziato l’importanza di valutare concretamente l’impatto dei progetti finalizzati a ridurre le disuguaglianze educative. Il docente ha inoltre richiamato l’attenzione sull’esistenza di un numero significativo di giovani esclusi dalle reti educanti e privi di adeguate opportunità di inserimento in percorsi educativi e relazionali capaci di promuoverne la crescita personale e sociale.
Sul tema “Povertà educativa e dispersione scolastica: il sistema scolastico pugliese”, il dott. Giuseppe Silipo, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, ha offerto una panoramica sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo del sistema scolastico regionale, evidenziando come la scuola rappresenti la principale agenzia educativa e formativa, chiamata a fornire risposte significative in grado di incidere positivamente sul futuro delle persone in età evolutiva.
 
Il dott. Piero Rossi, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, nel suo intervento “Diritti, dignità e percorsi di reinserimento delle persone in esecuzione penale esterna”, ha proposto una riflessione sul ruolo strategico degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, qualificandoli come importanti nodi di raccordo tra le istituzioni e la comunità territoriale, essenziali per la costruzione di percorsi di inclusione e reinserimento sociale.
 
La dott.ssa Rosa Franco, Presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola di Bari, intervenendo sul tema “Terzo settore e comunità educante: modelli di intervento integrato”, ha evidenziato come il Terzo Settore collabori da oltre un decennio con i servizi della giustizia nei processi di inclusione sociale e nel sostegno alle fragilità. Una collaborazione consolidata che, secondo la relatrice, deve essere ulteriormente rafforzata e valorizzata per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone e delle comunità.

Ultimo aggiornamento

8 Luglio 2026, 14:32