Un percorso formativo e di co-programmazione consapevole, aperto e condiviso al quale il CROAS Puglia ha partecipato attivamente cogliendo l’occasione per continuare a distribuire i tesserini professionali alle colleghe presenti.
II percorso formativo ha visto la presenza dei referenti politici e tecnici del coordinamento istituzione dell’Ambito di Putignano il quale ha sottoscritto un protocollo di intesa con il Croas Puglia per il patrocinio e l’accreditamento dell’evento.
«Il Piano di Zona è lo strumento fondamentale per la realizzazione di interventi che vedono protagonisti diversi attori del territorio – spiega Stefania Basalto responsabile contabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito in rappresentanza di Anita Giotta, coordinatrice dell’Ufficio di Piano –. La finalità è quella di portare avanti progetti che non restino solo idee, ma siano concretizzati per raggiungere l’obiettivo e cioè l’analisi dei bisogni e la realizzazione degli stessi, affinché non ci sia una mera presa in carico del problema, ma si arrivi a una risoluzione.
Garantire i leps, i livelli essenziali di prestazione sociale, assumere un assistente sociale ogni 5mila abitanti, supervisione professionale: sono questi i principi sui cui operare, sottolinea Pamela Giotta, Consigliera Segretario del Croas Puglia, in rappresentanza di Milena Matera, Presidente dell’Ordine regionale degli Assistenti Sociali: «E’ importante non solo la quantità dei servizi, ma anche la qualità, di qui deriva l’importanza della supervisione professionale, ma anche la necessità di infrastrutturare i servizi».
L’on. Ubaldo Pagano ha sottolineato l’evoluzione dei Servizi sociali professionali in 20 anni: «Oggi le assistenti sociali non sono più considerate dame di carità che di tanto in tanto elemosino risorse – queste le sue parole – o streghe cattive che portano via i bambini. In 20 anni sono stati compiuti passi da gigante, il limite di questa narrazione è che le risorse che abbiamo dedicato non basteranno mai a rispondere all’eccessività dei bisogni. In questo settore è l’offerta che determina la domanda, fino a quando non c’è l’offerta non si riesce ad avere contezza di quanto sia poderosa la domanda, una domanda che è fondata su bisogni reali. Per questo, oggi, qualificare le risorse che stiamo dedicando non è un vezzo di chi ama fare le cose per bene, ma è una necessità per ottimizzare il presente guardando alle necessità del futuro».
«Sapere che esiste un piano sociale frutto di una concertazione, di impegno e voglia di fare che è condito da esperienze di alto profilo in vari campi del sapere ci fa sentire più sicuri rispetto all’idoneità dello strumento piano di zona che però deve essere concretizzato giorno per giorno – dice il dott. Vincenzo Gigantelli, direttore DSS Ba14 –. Solo così possiamo ottenere quella credibilità di cui anche la politica ci tiene conto con tempestività e semplificazione delle procedure».
Tempestività e semplificazione delle procedure sono i cardini su cui insiste anche Piero D’Argento, coordinatore del Programma di assistenza tecnica al Welfare di Anci Puglia: «La semplificazione delle procedure non è più rinviabile – dice – per dare risposte concrete e tenere il passo con la domanda relativa, in particolar modo, ai servizi di contrasto alla povertà. Anci sarà sempre vicina agli Ambiti in questo impegno».
«La progettazione non si ferma – dice Domenico Mastrangelo, dirigente I area settore Affari Generali e Istituzionali Servizi ai Cittadini –, la co-programmazione non può essere limitata a un periodo di sette giorni, ma deve continuare e deve avere una verifica periodica. Solo così, e lavorando in sinergia con amministrazioni di qualità, possiamo dare risposte adeguati ai territori per un welfare innovativo e di comunità».