È di poco fa la notizia dell’ennesima aggressione ad un Assistente sociale, quest’ultima più grave per entità della minaccia rispetto ai più recenti casi a noi noti. Per un pelo si è sfiorata la tragedia.

Il nostro ex Presidente dell’Ordine regionale, attuale Consigliere dell’Ordine nazionale degli Assistenti Sociali, Beppe De Robertis, ha subito una grave e potenzialmente letale aggressione da parte di una utente del Servizio sociale. Le circostanze non sono ancora a noi chiare – non abbiamo voluto disturbare direttamente in nostro collega per saperne di più. Quello che possiamo dirvi è che Il dott. De Robertis, come al solito, stava prestando la sua attività presso i Servizi Sociali del Comune di Andria, in via Mozarth quando è stato aggredito nella sua stanza subendo una sorta di “gavettone” con una tanica di  benzina che, a quanto pare, l’utente aveva introdotto con se negli uffici comunali. La situazione non si è consumata in tragedia solo grazie all’intervento dei vigili urbani attirati dalle grida di allarme del stesso De Robertis che hanno impedito alla potenziale omicida di innescare il mortale incendio – pare che avesse visivamente minacciato di attuare il suo intento!

Come è immaginabile la situazione ha profondamente scosso il nostro collega che pur non riportando danni alla persona è stato accompagnato in ospedale per i controlli del caso.

E dire che proprio De Robertis è stato fra i primi in Italia, alcuni anni fa, a richiamare l’attenzione sul fenomeno delle aggressioni a danno degli Assistenti Sociali e sono anche tanti anni che l’Ordine della Puglia e ora anche il Consiglio Nazionale denunciano, nell’assenza e nel silenzio delle Istituzioni, l’esasperazione degli utenti dei Servizi che identificano negli Assistenti Sociali le responsabili ed i responsabili delle carenze di un Welfare straccione, incapace di tutelare i più deboli. A tal proposito nel 2012, proprio durante la Presidenza De Robertis il Consiglio regionale aprì all’impegno sull’argomento con un convegno: “Help me” che, appunto trattò della violenza rivolta ai professionisti dell’aiuto. Era, già all’epoca, un fenomeno in preoccupante evoluzione; oggi confermatasi pienamente. Ma anche la stessa Legge regionale 10 marzo 2014, n. 8 sulle “Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro”, affronta con dovizia l’argomento oggi in cronaca, eppure nonostante tutti questi sforzi, resta lo sgomento per episodi che continuano a ripetersi come un malefico mantra e dai quali non sembra sia possibile sottrarsi.

Non ci sono parole sufficienti per esprimere il nostro dispiacere per quanto accaduto al caro Beppe ma anche di ringraziare la sorte per come poi i fatti si sono evoluti. Noi, come Consiglio continueremo, comunque, a promuovere ogni possibile iniziativa per garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro alle nostre e ai nostri colleghi.